La vera storia della festa della donna e un piccolo regalo con la poesia “Questa sono io”

L’8 marzo si festeggia la giornata internazionale della donna, un momento dedicato al ricordo delle lotte sociali e politiche che le donne hanno dovuto affrontare affinché la loro voce venisse ascoltata. La storia della festa delle donne risale ai primi del Novecento. Per molti anni l’origine dell’8 marzo si è fatta risalire a una tragedia accaduta nel 1908, che avrebbe avuto come protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. L’incendio del 1908 è stato però confuso con un altro incendio nella stessa città, avvenuto nel 1911 e dove si registrarono 146 vittime, fra cui molte donne.

Una giornata che non andrebbe celebrata solo una volta all’anno, ma ogni volta che incontriamo per strada una donna vittima di violenza e di pregiudizi. La donna è l’essere umano più coraggioso, pronta ad illuminare le giornate più uggiose; ma proprio come una rosa ha bisogno anche delle sue cure. È sempre lei più pronta a cambiare lavoro e lanciarsi in una nuova avventura, la donna ama il rischio più dell’uomo. Noi donne non siamo nate coraggiose, ma abbiamo imparato ad esserlo affrontando il mondo giorno per giorno. In Italia le donne con disabilità, circa un milione e 700mila, sono doppiamente discriminate.

Le stesse che affrontano molte più difficoltà rispetto alle altre donne per conseguire l’accesso a un alloggio adeguato, alla salute, all’istruzione, alla formazione professionale e all’occupazione. Ma nonostante tutto non mollano mai; sono vincenti, determinate, lottatrici, e possiedono la consapevolezza di poter arrivare in alto, senza porsi mai limiti. Concludo con un regalo a tutte le donne e a tutti i nostri lettori con i versi di una mia poesia QUESTA SONO IO Mi chiamo Grazia.

Ho trentadue anni e quel tre davanti al due in certi momenti mi fa venire i brividi. Non ho mai indossato una gonna perché su i tacchi non ci cammino, anzi mi fanno venire solo il solletico alle caviglie. Sono già fortunata nel reggermi in piedi, sono già stata premiata dalla vita per questo. Mi chiamo Grazia e ho sempre creduto nella felicità, perché è la sola al mondo, oltre all’amore che mette le ali alla nostra anima. Mi chiamo Grazia e ho sempre aspettato il verde ad ogni semaforo, anche se dietro di me si era formata una fila lunghissima Mi chiamo Grazia e sono una donna e conto i giorni per raggiungere tutti i miei sogni.