Nel 2020 ancora “Etichette” per la propria sessualità o altro?

"Un etichetta adosso a qualcun* solo per la loro sessualità o altro". Oggi, nel 2020, in luoghi pubblici: in gruppi o in altri ambienti esistono ancora le etichette.

“Un etichetta addosso a qualcun* solo per la propria sessualità o altro”.

“La gente non si fa mai i fatti suoi e soprattutto c’è ancora molto bigottismo”.

Oggi, nel 2020, in luoghi pubblici: in gruppi o in altri ambienti (scuole, università, ecc.) esistono ancora le etichette. Purtroppo si vive ancora in una società in cui non solo nelle famiglie, ma anche tra amic* si vuole sapere la sessualità della persona con cui si è a conoscenza. Questo vuol dire mettere l’etichetta. E inoltre la persona di cui si spettegola, viene messa in difficoltà poiché può temere di essere vittima di omofobia. Mettere l’etichetta non vuol dire essere omofob* ma ad ogni modo è come se essa fosse una sfaccettatura siccome non solo nei piccoli centri, ma anche nelle grandi città fa ancora scandalo.

Quando si viene etichettat*, purtroppo si diventa oggetto di scherno anche da parte dei propri familiari o amici, che seppur non omofobi, restano comunque ignoranti. Detto ciò, la sessualità è un fatto privato: quindi si è liber* di dirlo oppure non dirlo. Se veramente si è apert* di mentalità, non si dovrebbero nemmeno mettere le cosiddette etichette. A mio avviso l’etichetta è come il “luogo comune”, perchè entrambi in un certo senso sono sinonimi, poichè possono portare ad una forma di discriminazione, tra cui anche l’omofobia; che è appunto la chiusura di mentalità c’è tuttora.

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William Bravi

Collaboratore cefolklore.it

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