“Per volare mi bastano gli occhi”, Paolo Palumbo sul palco di Sanremo

SANREMO. Paolo originario di Oristano, è il più giovane malato di sclerosi laterale amiotrofica d’Europa. La patologia l’ha colpito quando aveva appena 18 anni. Il suo desiderio di diventare un grande cuoco si è infranto, ma ciò non gli ha impedito di realizzare altri suoi sogni. Paolo è l’esempio lampante, che non bisogna mai arrendersi e che a tutto c’è una soluzione. Dopo la diagnosi, il giovane sardo con la forza dei suoi  occhi inizia a scrivere trasformando i suoi sentimenti in musica, lanciando nei suoi testi un vero messaggio di resilienza.

La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose localizzate nella corteccia cerebrale, nel midollo spinale e nel tronco dell’encefalo, responsabili del movimento di tutta la muscolatura volontaria fino a perdere l’utilizzo della parola. Ora Paolo parla attraverso un “comunicatore vocale”, guidato dal movimento dei suoi occhi, permettendogli d’interagire con il mondo. Testimoniando soprattutto attraverso la sua pagina facebook “Paolo Palumbo – Finalmente Abili”, che alla vita bisogna sorridere sempre.

È proprio così che il 22enne, la sera del 5 febbraio salirà sul palco come ospite del Festival con il brano “Io sono Paolo”, cantando con gli occhi. È stato invitato da Amadeus che, durante le selezioni di Sanremo Giovani, dove Paolo aveva provato ad entrare tra le Nuove Proposte, è rimasto particolarmente colpito dal coraggio di quel ragazzo a cui “la Sla ha levato tutto, tranne la vitalità”, come recita il suo brano rap scritto e curato interamente da lui.

Sul palco a regalarci un’emozione magica, insieme a lui ci saranno anche altri due sardi, il rapper Kumalibre,  Cristian Pintus  e Andrea Cutri (autore del brano col quale Patty Pravo conquistò il sesto posto al Festival del 2009) che dirigerà l’orchestra. La Sla  ha tolto a Paolo l’uso della parola, la forza di ogni movimento, ma non la voglia d’incoronare i propri sogni, oltre ogni barriera. “Se esiste una speranza ci voglio provare. Per volare mi bastano gli occhi, sono la montagna che va da Maometto, pur restando disteso sul letto”.

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Collaboratrice cefolklore.it

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