Il pugile emiliano conquista il titolo a 41 anni

Sul ring è soprannominato il “Giaguaro”

LONGIANO. Un vittoria senza precedenti per il pugilato italiano e Matteo Signani, capace di riconfermarsi campione europeo dei pesi mesi medi a Caen in Francia, lo scorso 13 ottobre. Un match a senso unico quello del quarantunenne, originario di Savignano sul Rubicone, conosciuto sul ring con il soprannome il “Giaguaro”. L’atleta emiliano che nella vita di tutti i giorni è un Graduato della Guardia Costiera italiana, ha mandato K.O lo sfidante francese Maxime Beaussire, sferrandogli un gancio sinistro alla mandibola nel corso della seconda ripresa. Ecco in esclusiva per voi la nostra intervista:


Matteo, sei riuscito a vincere un titolo così importante a 41 anni, ma cosa ti ha spinto in tutti questi anni a non lasciare mai il quadrato con le corde? Oseremo dire che sei stato uno schiaffo morale all’orologio biologico umano!

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“Cosa mi ha spinto, che da bambino c’è lo avevo dentro e c’è l’ho ancora oggi come se fossi un bambino. Io, il titolo l’ho vinto l’anno scorso e l’ho difeso e adesso mi sento meglio di prima. I tempi sono cambiati, oggi un quarantenne è come un ragazzo di venti anni, dieci anni fà. Diciamo che sono un ragazzotto!”

Quanto conta l’autodisciplina nello sport e nella vita di tutti i giorni ?

“La disciplina è fondamentale. Quando fai uno sport o qualcosa che ti piace, lo devi fare al massimo delle tue capacità. Ci devi credere non solo nel periodo dell’allenamento ma sempre. Tu non sei solo un pugile in palestra, tu sei un pugile sempre! Quando sei per strada, in macchina, quando dormi, quando esci la sera, sei un pugile h24. Se vuoi dare la differenza ti devi comportare sempre bene. L’autodisciplina è fondamentale non solo per lo sport ma per tutto.”

Quante ore al giorno dedichi ai tuoi allenamenti?

“Grazie al mio lavoro, riesco ad allenarmi nel migliore dei modi. In preparazione quando siamo nel massimo carico del lavoro tocchiamo anche 11/12 allenamenti a settimana, ma ci sono anche giorni che mi alleno tre volte. Parliamo di 3 ore ad allenamento, per ottenere grandi risultati devi soffrire in palestra.”

Raccontaci come ti sei avvicinato al mondo del pugilato e ai suoi valori?

“Mi sono avvicinato per caso. Siccome ero un bambino un poco vivace, un mezzo terremoto, oggi li chiamano bulli. Avevo un vicino di casa che si chiamava Davide, lo facevo sempre piangere, tanti dispetti. Accadde che un giorno il papà di Davide mi rimproverò dicendomi basta menare mio figlio, va a fare la boxe! Non è una favola io da quel giorno iniziai in una piccola palestra a Sant’Angelo di Romagna e da lì iniziò la mia carriera. Ho iniziato per scherzo e adesso sono arrivato dove non avrei mai pensato. Diciamo che il pugilato mi ha fatto crescere e dato dei valori importanti, la serenità, il rispetto e l’educazione.”

Lancia un’invito al mondo dello sport messo a dura prova dal Covid-19

“Purtroppo tutto il mondo dello sport con il Covid-19 è in ginocchio. Spero che prima possibile possano trovare una soluzione, un vaccino. Al momento bisogna tenere duro e ognuno di noi delle dare il meglio. Passerà anche questo!”

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Di Gaetano Bucciero

Redattore Capo cefolklore.it

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